Semplice, Complicato, Complesso, Caotico


Ho parlato di complessità un sacco di volte con brevi accenni, forse è giunto il momento di parlarne un po’ più diffusamente.

Parlare di Complessità è cosa che richiede molte pagine e trattati, ma cercerò di farlo con esempi e spunti.

Partiamo del titolo

Semplice: il concetto è intuitivo, ma possiamo dare approssimare dicendo che un sistema è tale se necessita di poche regole (si dice inferiori a 6).

Complicato: una ricetta, una catena di montaggio, una bicicletta, insomma tutto quello che in qualche modo ci appare smontabile e che necessita un certo numero di regole e processi da formalizzare ma che sono sufficienti alla sua sopravvivenza. Nel complicato i processi sono ripetibili e l’esperienza è un valore.
Il semplice è un caso limite di questo ambito.

Complesso: un sistema in cui la variazione dell’input crea variazione apparentemente non predicibile nell’output. Sono sistemi in cui i processi non sono ripetibili. Sono il tempo atmosferico, gli andamenti dei mercati finanziari, le emozioni, e in generale la vita. I processi non sono ripetibili, l’esperienza può essere un pericolo.

Caotico: è simile al complesso ma non c’è nessun tipo di schema derivabile, tutto è solo frutto del caso, una sequenza di tiri di dadi. Il Chaos è l’entropia cioè alla prevalenza del rumore sul messaggio… pare che l’universo non abbia molto amore per l’entropia… qualcuno sostiene che sia solo un ambito teorico.

Vi suggerisco inoltre questo breve ed incisivo post sulle differenze tra complicato e complesso dell’amico Claudio, grande conoscitore della materia.

Ma ora partiamo con un paio di spunti.

1 + 1 = 3

In contesti semplici e complicati il valore d’insieme si ottiene sommando il valore delle parti.

Nel complesso il valore dell’insieme è maggiore della somma delle sue parti.

Un po’ come la panna montata 😉

Il territorio mobile

Problema semplice: raggiungere la vetta di una montagna; con la giusta attrezzatura basta scalare.

Problema complicato: raggiungere la vetta della montagna più alta di una zona; ammettendo di avere tempo sufficiente basta scalarle tutte e misurarle.

Problema complesso: raggiungere la vetta della montagna più alta di una zona… dove che il territorio cambia con le nostre azioni; come fareste?

Non si spiegano i nodi

Il complicato si può spiegare, come una bicicletta che si smonta.

Il complesso non si può spiegare perché sono presenti intrecci e nodi (le qualità di cui sopra) che si perderebbero spiegando: provate a smontare un gatto!!!

Anche il semplice non si potrebbe spiegare… non ha parti 🙂

Etimologia

Non è l’unica ma la più accetta.

Semplice, complicato e complesso hanno la stessa radice indoeuropea Plek (parte, piega, intreccio)
Da plek derivano, in latino:

  • plicare = piegare
  • plectere = intrecciare
  • plex = parte

E quindi:

  • Da cum + plicare -> complicatus = con pieghe
  • Da cum + plectere -> complexus = con intrecci ( o nodi)
  • Da sim + plex -> simplex = senza parti, o un’unica parte
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19 pensieri riguardo “Semplice, Complicato, Complesso, Caotico”

    1. No. Quello che dici è la ricetta perfetta per il malessere. La vita non è semplice ipotizzare che lo sia è la strada migliore per essere dei perenni frustrati

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        1. Le ricette semplici non esistono.
          Sono semplici per chi le sa fare, il che vuol dire che ha assorbito la loro complessità.

          Pensare così è un modo per far del mal e farsi del male.

          Quello che per te è semplice non lo è per qualcun’altro, quello che per te fa bene può essere deleterio per qualcun’altro e non farlo entrare nel nostro pensiero vuol dire creare distanze e, se abbiamo una posizione di dominanza, produrre disagio.

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          1. Credo di aver capito cosa intendi. Credo! ma non ne sono certa 🙂
            La descrizione che hai fatto non fa una piega.
            La differenza tra semplice, complicato, complesso e caotico è quella.
            Ma, quindi? Dobbiamo avere presente l’etimologia dei termini quando ci rapportiamo verso gli altri? La risposta logica sarebbe sì, peccato che nelle relazioni entrino in gioco quelle che che chiamano varianti. E le varianti sono le emozioni, i colpi allo stomaco… che ti fanno ragionare pensando che per te una cosa sia semplice e inconcepibile che l’altra persona la ritenga complessa 🙂

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          2. …. mi dai un ottimo spunto. La vita è sempre complessa. Ricordararselo vuol direndi conseguenza aumentare la considerazione per le difficoltà altrui e di conseguenza il rispetto… hai presente la frase: prima di giudicarmi mettiti le mie scarpe? Beh rende l’idea :-):-):-)

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