Da Boole all’award


Sono stato nominato!!!

da Belinda e Sun, ma grazie 🙂

Il post è un esperimento, per altro che vanta una ricca storia… che oggi ho voglia di raccontarvi.

Cenni sull’origine dell’intelligenza artificiale

Tempo fa vi ho parlato della logica aristotelica o assertiva e i limiti che essa imponeva alla nostra capacità di immaginare (leggi: comprendere, ecc) il mondo.

Ebbene il fatto che il pensiero logico potesse essere rappresentato in termini matematici lo si deve a George Boole che lo dimostrò nei suoi scritti.

Siamo a intorno al 1900.

Per essere precisi, costruì un’algebra (detta booleana) che serve a rappresentare e relazionare oggetti logici (es.: “io sono un uomo).

Le algebre, per farla breve, sono dei linguaggi.

1950 circa

Claude Shannon intuì e dimostrò che le stesse operatori si applicavano ai circuiti e i commutatori, creando la teoria dell’informazione che è alla base dell’Informatica e alle scienze della comunicazione.

Da qui l’utilizzo in informatica (che usiamo tutti anche senza rendercene conto).

I cibernetici, in america, inventano il concetto di retroazione (feedback) e Von Neumann che ne faceva parte disegna il modello degli attuali computer.

In Inghilterra, il vincitore della seconda guerra mondiale (cfr.: Enigma), Alan Turing propone il suo test finalizzato a dimostrare che in un determinato contesto (a suo volta abbozzato da Cartesio) un software sufficientemente sofisticato potesse sostituirsi ad una macchina.

Partendo dal fatto che ad un questionario di domande non dipendenti cui rispondere vero o falso una macchina e un umano non sono distinguibili.

Naturalmente il contesto di riferimento è molto semplice perché essendo le domande non dipendenti non c’è possibilità di contraddizione; tuttavia, il fatto che saper riconoscere una contraddizione o un trabocchetto sia caratteristica dell’intelligenza è da dimostrare.

In ogni caso il test di Turing va proprio in questa direzione, il gioco è più articolato e introduce i trabocchetti, e nel corso degli anni è stato perfezionato, infatti l’attuale è piuttosto diverso dalla sua formulazione originale.

Forse avrete sentito che di recente un software ha avuto un buon risultato nel test di Turing.

Contemporaneamente, esiste un oggetto che si chiama Whatson… che beh… cambia i paradigmi dell’intelligenza artificiale, accedendo alle informazioni del mondo contestualizza e deduce il significato delle domande che gli vengono posto.

Ma tranquilli per i prossimi cinque anni è ancora fantascienza.

Reputo importante sottolineare come il contesto di riferimento influenzi le nostre percezioni: l’utilizzo della logica assertiva (di matrice aristotelica) ammette l’implementazione dell’algebra di Boole e fa nascere la domanda se una macchina basata su questa logica possa essere intelligente.

Se fossimo partiti (come è avvenuto in seguito) con logiche differenti non saremmo arrivati a farci quella domanda o quanto meno non in quei modi.

Volevo chiudere con una chiosa che mi sta molto a cuore, l’informatica o scienza dell’informazione centra con i computer come l’astronomia centra con i telescopi.

L’informatica studia l’informazione e la sua rappresentazione e beh.. tutto è informazione…


Premio-esperimento “Credi di avermi messo a fuoco?”

Messo a fuoco

Regole

L’esperimento consta di regole semplicissime:

  1. Utilizzare il logo
  2. Riportare le regole
  3. Scrivere dieci caratteristiche o accadimenti personali e sfidare chi legge ad indovinare se e quando si mente
  4. Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco, comunicando loro di essere stati coinvolti siete tutti nominati, ma nominerò in particolare chi darà le risposte più… creative
  5. Pubblicare le risposte nei giorni successivi

Fattucci

  1. Pecco in tutti i 7 capitali;
  2. ho fatto Judo;
  3. mi piace molto il the verde;
  4. apprezzo la tequila;
  5. adoro il calcio;
  6. da piccolo non sapevo cosa avrei voluto fare da grande, ma volevo essere importante;
  7. ballo il fox;
  8. conosco 5 lingue straniere;
  9. faccio surf;
  10. faccio arrampicata libera anche se soffro di vertigini.
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7 pensieri su “Da Boole all’award”

  1. Quanto adoro questi tipo di post freddo, senza sentimento (dal mio punto di vista)!
    Complimenti per il resto 🙂
    1 – vero (se pecchi di peccare vuol dire che non pecchi)
    2 – vero (puoi anche esserti iscritto per una settimana sola)
    3 – vero
    4 – vero
    5 – falso (contro chi gioca oggi l’Italia?)
    6 – vero (sei stato premiato, ce l’hai fatta)
    7 – falso (non so nemmeno cosa sia…)
    8 – falso (mi sembra di aver letto 3 su facebook)
    9 – vero
    10 – falso (io non lo farei…)

    Mi piace

  2. Ogni volta c lasci d queste perle…è sempre un piacere leggerti e comprenderti…
    la 1 è verissima
    2 e 3 nn so
    Tequila nn credo
    Calcio non credo proprio
    6 vero
    7 non ti ci vedo
    8 falso
    9 surf si ma sulla complessità
    10 falso

    Mi piace

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