Emozioni nel canto delle pietre


Pino Daniele e Fiorella Mannoia
Pino Daniele e Fiorella Mannoia

Verona 01/09/2014

È una notte ampia che anche presa a sorsi gonfia il petto.

È notte tersa, che quasi non ci credi.

Ci sono code e schiamazzi e altri tempi regalati alla noia.

Quando finalmente entri, tra il grigio millenario e il rosa di qualche alba che hai dentro, sorridi.

Perché è sera e ti senti mattina. Perché premuto tra le ali di pietra ti senti piumino che tiene al caldo la vita.

Poi la scena si desta in una teoria grandiosa, in una merlatura di successi, fragile come tutte le prime volte.

Ci vorrebbe silenzio, ma non si freme con labbra chiuse, ci vorrebbe un golfo e un vulcano e tutti i colori di una città disordinata.

E poi, gli archi, gli ottoni, una voce, poi due e la magia inizia piano.

Tra una canzone e un assolo, tra un duetto e uno sfumato i miei pensieri vanno in controtempo.

Alzo gli occhi al cielo, oltre la cupola viola di luce, oltre le genti: una stella cadente mi fa sospirare un desiderio incredulo.

Poi le luci cambiano, e l’uomo si fa quercia e la donna una cincia infuocata…

e poi.. e poi… poi…

sono sensazioni da conservare sulla carta dell’anima.

P.S.
8 mesi per pubblicarla… non è poco

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4 pensieri riguardo “Emozioni nel canto delle pietre”

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