Il getto della fede


Sommario

Per crescere occorre fidarsi e assumersi il rischio di cadere….

Tu prova ad avere una fiducia nel cuore..

A fidarsi si rischia di rimanere fregati.
A non fidarsi si resta certamente fregati.

Ma la fregatura nel secondo caso (se ti fidi) è nota, confortevole, quasi rassicurante.

La fregatura nel secondo caso (sempre se  ti fidi) è che resti nel tuo brodo, che forse, a furia di starci, ti sembra anche carino un po’  come ci sembrava carino, quando stavamo nella pancia della mamma, il liquido amniotico; ecchepperò “è costituito da urina e dalle secrezioni del tratto bronchiale e nasale del feto”.

Quindi: Fidatevi!

E qui, mi potreste però chiedere: “Sì ma di chi?” e soprattutto: “mattuttifidi?”

  1. alla prima:  Delle persone (giuste)!
  2. alla seconda: Ovviamente poco, che non sono mica meglio dell’altri io, ma ho avuto una certe dose di fortuna.

Ci sono state, infatti, persone che si sono fidate di me; perché lo abbiano fatto e se io rientrassi nelle persone giuste non mi è dato saperlo (ma suppongo abbia agito di più la loro disperata follia che altre mie supposte doti1).

Comunque, il fatto interessante è che ha funzionato, al crescere della fiducia posso testimoniare (in alcuni casi anche documentare) crebbe pure il benessere: le difficoltà sono diventate opportunità, i problemi successi, rospi principi.. ehm.. vabbeh non esageriamo.

Quindi fidatevi!…ehm.. volevo dire..

Quindi Fidiamoci!!! Tanto prima o poi cadremo lo stesso… almeno cadiamo perché abbiamo provato a fare qualcosa di buono!

!!! AVVERTENZA2 !!!

L’amore implica e necessita della fiducia (quasi la fede).

La fiducia non implica né necessita dell’amore, quindi non fate confusione.

Che già si prende per amore tanta roba che amore non è (tipo il sesso)! Essì lo so che questa confusione in fondo sarebbe la più comprensibile. In ogni caso l’amore è un’altra cosa.

Credo di aver scritto un numero spropositato di volte sull’argomento e quindi ora ve lo risparmio 😀

P.S. Ma di chi?

Alcuni attenti e delicati lettori mi hanno fatto notare che non ho dato risposta esaustiva alla prima domanda.

Cioè chi sono le persone giuste?

A questa domanda non è facile dare risposta, potrei dire che si dovrebbe avvertire una certa risonanza interiore, però in soldoni non ho una risposta chiara e inequivocabile.

L’unica cosa che mi sento di aggiungere è: attenzione a non farvi fregare dalla paura.

Spesso non ascoltiamo questa risonanza ma la paura di farci male, fino a che il bisogno di fidarci supera la paura e a quel punto finisci che ti fidi del primo che capita… e ovviamente ci sbatti il grugno.


  1. che in quanto supposte…..
  2. Volevo aggiungere “vaginale” (ispirandomi a Vagi) perché sembra una tendenza molto più femminile che maschile… epperché faceva figo citarla che mi fa sempre ammazzare dal ridere!.
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48 pensieri su “Il getto della fede”

  1. …Dunque dunque dunque, visto che mi hai invitato nell’arena, devo rispondere come minimo adeguatamente… In realtà non ho molto da dire, nel senso che abbiamo una veduta molto simile. Innanzi tutto in quel bellissimo chiarimento che io traduco immediatamente così: la fede non è carità. Come non è la speranza. Questo significa che la fiducia non solo non è amore, ma non lo presuppone e non necessariamente lo segue. La fiducia appartiene piuttosto all’ambito razionale o ragionevole dell’essere umano. Essa procede da una stima, vera o presunta verso qualcuno. Ecco perchè in qualche misura amare è più facile del fidarsi. Si ama anche in modo irrazionale ed irragionevole. Non si può mai avere fiducia in modo irragionevole e se accade è perchè ci troviamo in un altro tipo di contesto affettivo. Dunque si, fidiamoci. E fidiamoci secondo la tipologia che richiede la fiducia, ossia ragionevolmente. Ciao Do. Mi è piaciuto molto!!!

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    1. Grazie ragazzi! Doveroso e condiviso il distinguo tra carità e fiducia.

      Ritengo che dobbiamo invece scorporare la ragione dalla fiducia. La fiducia dovvremmo imparare a viverla di per sé, come fosse una dimensioni diversa.

      Ora però il mio invito era anche una sfida, se ti intriga, tutto questo come lo rappresenteresti con un’immagine?

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  2. Io non sono sospettosa, semplicemente non mi aspetto nulla dagli altri.
    Quando dico che non mi fido, non vuol dire che ogni volta non mi metta ugualmente in gioco. Non sono cinica, so di aver bisogno del contatto con le persone, cerco di interagire meglio che posso e non mi tiro mai indietro, solo che sono consapevole che prima o poi cadrò e mi farò male, a volte anche tanto.
    Ogni volta rimango senza fiato, però poi mi rialzo, sfrego sulle ammaccature e riparto.
    Spesso dico che non ho confini ed è vero, però non riesco a chiudermi nè a proteggermi. Forse è solo una lezione karmica che non ho ancora imparato.
    Diciamo che gioco sapendo che perderò, però lo faccio ugualmente perchè alla lunga lo trovo più tollerabile che il non giocare.

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    1. Mmmm…. È strano che tu cada spesso. Dal tuo commento posso fare due supposizioni. Una è che ti cerchi le persone sbagliate, l’altra, su cui scommettere maggiormente, che hai aspettative che vengono deluse. Il problema è che le aspettative sono una tua proiezione sugli altri. Ne ho già scritto, ma insomma bisognerebbe imparare a non averne. 😀

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  3. Una parte di noi è guidata dall’istinto di conservazione, quindi per istinto non ci fidiamo. Un’altra parte invece è sotto l’istinto di aggregazione (scusami Do, ma non mi viene un altro termine per definire il concetto.) che ci spinge verso gli altri, l’essere umano non riesce a stare da solo e ha bisogno degli altri. Tra queste due esigenze dovrei mettere in gioco anche i sentimenti … ci penso e poi trovo una risposta … se la trovo

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    1. ahahh ok attendo. due spunti:
      a) l’essere umano in quanto mammifero è un essere sociale
      b) Fromm: nessun uomo potrà trovare la felicità fuori di sé se prima non la trova dentro di sé

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      1. L’essere umano è diventato un essere sociale per sopravvivere, quindi si è dovuto fidare dei suoi simili. Ne consegue che la fiducia è un compromesso sociale.
        Per fidarsi del suo simile, l’uomo deve però prima capire in che modo, e questo lo può fare solo se prima capisce i suoi limiti e le sue debolezze. Fidarsi allora significa che l’altro può aiutarci dove manchiamo ma stando attenti che l’altro non prevarichi.

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        1. Dunque dunque…. il tema è complicato, la fiducia è collegata al sistema limbico e al senso di appartenenza.
          Il primo conferisce le strutture neurali necessarie alle emozioni sociali, il secondo è sia causa che effetto dello sviluppo di società intese come evoluzione fisiologiche dell’individuo.

          Ora, però tralasciando questa roba tecnica, voglio dire che la fiducia esiste anche a livello più basso di quello cognitivo, quindi non è un compromesso sociale al contrario è il fondamento della società

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          1. Non so se l’uomo si è prima fidato dei suoi simili e così di conseguenza si è sviluppata la società,
            oppure se per necessità (e non per fiducia) si è semplicemente “aggregato” agli altri e in un secondo momento ha imparato a fidarsi

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          2. no, non è un contratto, manca la fase di accordo…

            Dimitilla è molto interessante questo ma sta diventando un trattato di teoria dei sistemi sociali (che amo come materia) ma forse è fuori luogo 🙂

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          3. non volevo tagliar corto però si parlava di fiducia nelle relazioni umane di oggi, qui stiamo andando a ritroso investigando i fondamenti (anche neurali) dell’uomo, siamo un po’ fuori tema, non credi?

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          4. beh la fiducia è anche un setimento o ci assomiglia molto.

            è un po’ ingarbugliata la faccenda, cosa viene prima? il sentimento o la fiducia?

            Credo anche non valga la pena sviscerarlo, volevo dire che però bisogna imparare a fidarsi, a lasciarsi vivere…

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          5. La società si basa sullo spirito di aggregazione ma non c’è fiducia per questo la convivenza è tutelata dalle leggi. È più forte la sopravvivenza egoistica dell’individuo che quella del bene sociale. Su questo dissidio si è costruita la storia dell’uomo cercando delle validi soluzioni. La fiducia viene quando si abbassano i livelli di emergenza e si è meno sulla difensiva, allora ci si apre all’altro.

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          6. No questa è l’interpretazione di smith e vale in un contesto semplificato. Come ha spiegato Nash la società si è sviluppata in un contesto di ricerca di una strategia comune in cui il bene comune si massimizzasse.
            Di questo puoi trovare traccia nello Tzun Su, nell’approccio di conquista Romano e in parte Greco ecc.

            L’approccio di sopravvivenza fa parte della fase iniziale dei proto-mammiferi (si suppone)

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    1. Beh di solito si dice con semplicità
      che non puoi amare gli altri se non ami te stesso
      e un po’ per analogia idem per la fiducia.

      In realtà non è sempre vero, fidarsi e amarsi è un punto di passaggio, prima di arrivarci non puoi realizzare il tuo potenziale ma puoi comunque fare grandi cose.

      Dopo puoi realizzare il tuo potenziale, puoi fare cose grandiose ma anche minuscole, senza che questo cambi il grado di realizzazione.

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  4. Di natura sono fiduciosa nel senso che non parto mai pensando di non potermi fidare.
    Nelle relazioni personali se la persona mi piace do fiducia nonostante il mio carattere chiuso
    Con il tempo questo mio atteggiamento non è cambiato granché…presto più attenzione vero, ma comunque prevale sempre l’apertura fiduciosa negli altri dimostrati da atteggiamenti quotidiani

    Imparo ad amarmi ad avere fiducia in me stessa.

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  5. oh che bella cosa!!!! la fiducia…. spesso è difficile concederla o che ci sia concessa…… io in realtà a volte sono guardinga, ma poi se credo ne valga la pena mi butto quasi sempre… a volte mi sfranto, e quando succede dico sempre che non mi fiderò piu… ma stra cosa mi dura solo fin quando non incontro qualcuno o qualche altra cosa che mi meraviglia….. ho avuto delusioni nella vita come tutti, ma mai così scottanti da farmi chiudere la porta col catenaccio…. e se invece avevo avuto ragione… wow!
    ed a me piace trovare la serratura di qualcuno che invece la chiude se credo ne valga la pena….
    una cosa che mi ammazza invece sono le assenza.,… di qualcuno (NON PARLO SOLO DI AMORE, MA DI AMICIZIA E DI TUTTI I SENTIMENTI CHE ESISTONO) (mi è venuto maiuscolo e non mi va di cancellare 😀
    dicevo le assenze mi fanno tanto male ed ogni volta che ci penso che qualcuno potrebbe mancare o che sta mancando mi vengono i lacrimotti…
    io non lego nessuno e ognuno deve essere libero, ma visto che io spiego, vorrei avere spiegazioni… poi certo che non è uin contratto col sangue eh!
    detto cio… quanto mi piace quel gioco di buttarsi all’indietro!
    ed i bambini quanto si fidano… mi è capitato ieri con la mia piccola di tre anni… l’avevo in braccio e ad un certo punto si è buttata da un lato a bomba, sicura che non l’avrei fatta cadere!

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