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Sempre più del diamante


Diffidate dagli amori a tempo e di chi smette di amare…

L’amore è per sempre.

Quello vero dico, è per sempre.

Magari ti lasci e non rivedrai più la persona, ma la amerai per sempre.

Questo è amore.

Il resto sono esperienze cui spesso diamo troppa importanza.

P.S.
A scanso di equivoci non sto parlando di quello di cui parlavo in:

😀

Amori a somma finita


Nel transito, raramente composto, in questo alieno mondo siamo soli.

Soli nell’intimo nascosto o nella mancanza di amicizie o nella morbosa ricerca di compagnia o in quello che vi pare.

Siamo soli perché una parte di noi lo è e sarà sempre: è ciò che ci rende unici, e dobbiamo imparare a conviverci e a starci bene.

Viceversa rischiamo di isolarci ancora di più (come ho già avuto modo di eseprimere in diversi articoli).

È inutile cercare chi ti completi, nessuno completa nessuno, devi essere completo da solo per poter esser felice.
–Erich Fromm (e molti altri prima e dopo di lui)

In momenti fortuiti tuttavia qualcuno troviamo; qualcuno che non ci completa, ma che ci entra dentro.

Qualcuno che chiamiamo amore e che difendiamo; non si sa bene da cosa e perché mai lo si dovrebbe difendere, ma lo facciamo.

Infatti, data l’ignoranza in materia, lo difendiamo da quello che potrebbe “sostituirlo”.

Amori passati (o presunti tali), tentazioni attuali, amicizie “ambigue” (agli occhi di chi?), abitudini che riteniamo incompatibili.

Perché?

Beh semplice!

Perché l’amore è esclusivo, la capacità di voler bene limitata, la fortuna di aver trovato questo tesoro va difesa!

Idiozie!!!

Non siamo a somma finita, abbiamo infinita capacità di voler bene, infiniti di modi di amare, una persona non è una cosa!

Accumuliamo l’amore e la vita come beni materiali, peggio di Mazzarò, sviliamo noi, la persona trovata, gli affetti presenti e passati sopprimendo l’amore, ammesso che fosse tale.

E permettetemi dubito che sia amore se c’è bisogno di nasconderlo, non è amore se abbiamo paura della sua ombra se è un limite, se ci danneggia (compreso la rinuncia alle persone cui abbiamo voluto bene.

Ma ancora di più dubito che chi si comporta così possa conoscere mai l’amore vero; questo amore da matematica euclidea potrà far innamorare, potrà anche far godere ma non sarà mai vita.

Riferimenti, spiegazioni e affini

Somma finita

Con Somma finita si intende la proprietà di un insieme per cui cambiando l’ordine degli elementi che si somma, ma anche e soprattutto il numero degli elementi la somma rimane la stessa.

Sembra una cosa assurda vero?

Come dire che avendo un sacco di frutta il cui valore nutrizionale complessivo è 100 se a questo sacco aggiungo ancora altra frutta il valore nutrizionale complessivo rimane ancora 100.

Talmente assurda che l’80% delle persone ragiona in questo modo.

Non ci credete?

Ecco degli esempi:

  • Per guadagnare di più qualcuno dovrà guadagnare meno.
  • Per potermi dedicare ad una passione dovrei lavorare meno.
  • Se amo una persona non ne posso voler bene ad un’altra.

Ragioniamo spesso con questa sorta di equazione, che come tale prevedere un pareggio: se aumenti una cosa ne diminuisci un’altra.

Questo è falso è solo una gabbia mentale che ci siamo costruiti per un sacco di motivi che partono da Aristotele e corrono durante i secoli toccando anche il sistema di alibi che ognuno di noi ha.

Smettere di pensare che la ricchezza/felicità complessiva sia costante è molto difficile, ma è uno di quei passaggi da fare per raggiungere il nostro vero sé (e quindi amare).

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  3. L’intaglio dell’amore;
  4. Dentro una vita;
  5. Falena d’amor;

Il difficile amare


Il sentimento dell’amore nasce dalla elaborazione cognitiva dell’emozione dell’amore.

English Version

Amare è difficile.

No, non parlo di vivere insieme.

Parlo di scegliere di metterti tutti un giorno il vestito dell’amore, di infilarti sempre nella stessa “gabbia”.

Una gabbia, bella quanto vuoi, ma che definisce il tuo futuro ed escluderà sviluppi incompatibili.

Tutto in nome di una emozione intensa, brevissima, unica…

L’avete mai provata l’emozione dell’amore?

No, non della gioia, dell’amore. Quell’essere al centro dell’universo e donarlo e donarsi senza sminuirsi a qualcun’altro? agli altri?

Il sentimento dell’amore è la decisione di voler conservare e predisporsi a rivivere questi momenti, questa emozione.
Ma non è che proprio scegli, non è una vera scelta, è, alla fine, che ad immaginarti dentro quella “gabbia” ti vedi meglio di quanto ti vedi fuori; e puoi fingere e scappare, ma lo sai che è così.

E può anche darsi che alla fine non ce la fai (fate) a reggere la costruzione e questa si sgretola e cade giù e le storie finiscono.. ma l’amore, se era amore, resta lì, fregandosene di tutto.

È difficile amare, perché capita di rado.

Perché non si ama per soddisfare se stessi o compensare una mancanza.

Amare è difficile, per questo spesso si finge di amare, anche il primo che capita.. o giù di lì.

L’amore non è egoista, anche se a volte ti fa fare stupidaggini, poi ti penti e non le fai più.

Alcuni esempi:

  • ti amo perché sei il mio compagno ⇒ nessun amore solo recitazione del ruolo dei compagni;
  • ti amo perché con te provo tanto piacere ⇒ nessun amore solo sfortuna nel precedente sesso oppure vergogna del proprio piacere;
  • ti amo perché da solo non so stare ⇒ stare soli è difficilissimo;
  • ti amo perché voglio un figlio ⇒ immaginare di andarsene senza un lascito fa paura;
  • ti amo perché sono tanto geloso ⇒ la gelosia è spesso solo un rituale sessuale, soprattuto se morbosa;
  • ecc..

Amare una persona è averla senza possederla; darle il meglio di sé senza pretendere niente in cambio;
desiderare di stare con lei, ma senza essere spinti dal bisogno
di alleviare la propria solitudine;
temere di perderla, ma senza essere gelosi;
aver bisogno di lei, ma senza esserne dipendenti;
aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine;
essere legati a lei, pur restando liberi;
essere tutt’uno, pur rimanendo se stessi.
–Omar Falworth

Crescere ed appassire


vuol dire saper anestetizzare il dolore
rinchiuderlo o alienarlo,
prenderlo a piccole dosi,
per non affogare…

… ‘ché poi crescere e invecchiare
vuol dire perdersi il senso di una felicità
perché se impari a non soffrire,
alla fine,
ti chiedi se eri poi così felice…

… ‘ché poi crescere e invecchiare
vuol dire un po’ appassire
nell’anima…

… ‘ché poi crescere e invecchiare
chi l’ha detto che lo debba mai fare?

Maschilismi necessari?


Questo post è maschilista, purtroppo.

Ieri parlavo con un’amica, alla fine, con diverse argomentazioni mi ha quasi convinto di una cosa.

Una donna se non ricambiata in amore, cercherà forse di rimanere nella sfera affettiva dell’uomo, ma se capiterà l’occasione si vendicherà.

Possibilmente quando l’uomo avrà un bisogno vero, serio, oggettivo.

Devo dire che questa visione non mi piace, e vorrei si sbagliasse, ma… alcune circostanze le danno ragione.

Beh care donne, se è vero, come si può dare in mano il mondo a persone così meschine?

P.S.

Di norma non generalizzo ma il discorso partiva dalla mentalità femminile, che se esiste per le cose belle esisterà pure nelle cose brutte.

P.P.S.

Giusto per essere chiari:

  • La violenza fisica o verbale è sempre sbagliata!!!
  • E nel caso in oggetto è chi si vendica il violento!!!

Se pensi te lo suggerisce il demonio


Sommario

Essere polemici significa cercare verità più ampie, più inclusive, migliori, sondare nuovi percorsi per migliorare la vita di tutti.

Non essere polemici, tacere, vuol dire fari i fatti propri, essere egoisti.

Pensare è un atto osceno

Polèmica: Controversia, piuttosto vivace, su argomenti letterarî, scientifici, filosofici, politici, ecc., sostenuta [..] tra persone che hanno diversità di vedute

Con significato estensivo: contrasto, discussione portati avanti per inveterata abitudine a contraddire gli altri; atteggiamento di critica preconcetta.

Tempo fa (mica tanto) si diceva che la mano sinistra era quella del demonio, gli omosessuali erano invertiti (dimenticando che i greci, tanto citati, erano bisessuali), i comunisti mangiavano i bambini, ecc.

Quanti pregiudizi, quante vite inquinate dall’ignoranza.

Oggi va meglio? Semrbra di no, se facciamo il semplice ragionamento che spesso ignoranza è sinonimo di incompetenza: come fai ad essere competente in qualcosa che non sai?

Ma perché si rimane ignoranti?

Umberto Eco scrive che la gente ama credere a ciò che già sa (soprattuto nelle teorie dei complotti); come a dire che si cerca sempre la conferma alle proprie convizioni.

In pratica cerchiamo conferme non novità, e le novità sono inevitabili quando si colma l’ignoranza, le novità sono le nostre future competenze.

Quindi, ci piace rimanere nel nostro brodo e, per reazione, si denigra le posizioni altrui.

Quante vite non capisci
E quindi non sopporti
Perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
E di correnti forti
Perché ‘sto mare sia come vuoi te.
— Ligabue

Per conseguenza pratica, oggi si marchia come polemico (nel senso spregiativo) ogni tentativo di analisi da un diverso punto di vista, mentre l’appellativo dovrebbe essere inteso in senso positivo.

Guardare le cose da un altro punto di vista o abbracciare più punti di vista non è essere polemici ma essere alla ricerca di comprensione.

Credo che solo la comprensione (altri userebbero la parola amore) o la sua ricerca ci faccia diventare competenti.

Tuttavia la ricerca, la comprensione richiede domande, bisogna porsi interrogativi e cercare risposte.

Quindi, come fate a fidarvi di chi promette migliorie (cioè cambiamenti) senza farvi domande.

E se non ve le va difficilmente se ne farà da solo…

Metti in circolo il tuo amore, Mannoia e Ligabue: