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Rinascerei uno e più d’uno


Se restassi.

Ancora un’ora,
forse un giorno
e poi ancora.

Se bevessi.

Le parole non dette in fondo agli occhi,
i sapori iperbolici della tua anima.

Se crescessi.

Da solo,
per te, con te,
senza diversità

Se ancora restassi

Ancora un’ora,
forse un giorno
e poi ancora.

E ancora non mi bastassi,
forse mi dissolverei.

Un raggio di sole
che ti bacia soffuso.

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La lingua evolve… di suo


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Bravo il bimbo, ma mica ha rivoluzionato il nostro futuro

La crusca risponde..

La notizia del giorno è che la prestigiosa Accademia della Crusca ha risposto ad un bambino di otto anni che in un compito si è inventato la parola “petaloso”.

Mi è sembrata un’azione molto carina e gentile da parte loro e mi ha fatto sorridere affettuosamente, poi mi sono imbattuto nei commenti entusiastici e inneggianti alla eccezionalità dell’evento e ho avvertito un crollo verticale in zona pelvica.

Insomma le gonadi furon rotolanti più che rotanti!

Mi spiego, onestamente non ho capito il clamore della notizia, oltre alla cordialità dell’accademia, dico.

Essa ha risposto due cose:

  1.  è ben formata (bravo bimbo, ma in fondo nulla di eccezionale, se si pensa che ci sono fumetti/cartoni animati/giochi in scatola/poesie che sfruttano questo principio);
  2. un termine per essere accolto deve essere usato (anche qui nulla di nuovo), quindi se vuoi veramente farlo diventare italiano la devi far circolare.

Quindi in conclusione:

  1. a otto anni un bambino ha la competenza linguistica per legare sostantivi a suffissi standard e costruire aggettivi credibili;
  2. l’aggettivo è credibile;
  3. l’aggettivo coniato non è (ancora) italiano;
  4. non è stato approvato.

Tornando a Matteo, il bimbo, lui merita un plauso e con lui la sua maestra per aver preso giustamente sul serio la sua attività creativa, ma l’informazione che se ne da è falsa, l’accademia non ha approvato un bel nulla.

Inoltre, va bene accontentarsi delle piccole cose, ma questa è una notizia piccola rispetto a tutto quello che sta succedendo.

Petaloso incontra gli italiani

Certo qualcuno potrebbe far notare che se per una notizia così semplice si è riuscita a mistificarla pensiamo alle altre…

Tipo: “Step Child Adption” = adozione gay (maschi) peccato che

  1. la legge parla della possibilità da parte di un nuovo coniuge, in assenza o ripudio di quello naturale, di adottare il figlio del partner (e vale per tutti);
  2. in Italia l’affido ai padri è irrisorio;
  3. quindi riguarda più le donne;
  4. quindi gli uomini gay con figli in affido quasi non esistono;
  5. le donne voglio di più un figlio, se lesbiche fanno le doppie mamme fregandosene delle leggi assenti;
  6. e in conclusione per il fantasma di un’ipotesi trascurabile rifiutiamo un diritto a tutti.

mah…

Il getto della fede


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Per crescere occorre fidarsi e assumersi il rischio di cadere….

Tu prova ad avere una fiducia nel cuore..

A fidarsi si rischia di rimanere fregati.
A non fidarsi si resta certamente fregati.

Ma la fregatura nel secondo caso (se ti fidi) è nota, confortevole, quasi rassicurante.

La fregatura nel secondo caso (sempre se  ti fidi) è che resti nel tuo brodo, che forse, a furia di starci, ti sembra anche carino un po’  come ci sembrava carino, quando stavamo nella pancia della mamma, il liquido amniotico; ecchepperò “è costituito da urina e dalle secrezioni del tratto bronchiale e nasale del feto”.

Quindi: Fidatevi!

E qui, mi potreste però chiedere: “Sì ma di chi?” e soprattutto: “mattuttifidi?”

  1. alla prima:  Delle persone (giuste)!
  2. alla seconda: Ovviamente poco, che non sono mica meglio dell’altri io, ma ho avuto una certe dose di fortuna.

Ci sono state, infatti, persone che si sono fidate di me; perché lo abbiano fatto e se io rientrassi nelle persone giuste non mi è dato saperlo (ma suppongo abbia agito di più la loro disperata follia che altre mie supposte doti1).

Comunque, il fatto interessante è che ha funzionato, al crescere della fiducia posso testimoniare (in alcuni casi anche documentare) crebbe pure il benessere: le difficoltà sono diventate opportunità, i problemi successi, rospi principi.. ehm.. vabbeh non esageriamo.

Quindi fidatevi!…ehm.. volevo dire..

Quindi Fidiamoci!!! Tanto prima o poi cadremo lo stesso… almeno cadiamo perché abbiamo provato a fare qualcosa di buono!

!!! AVVERTENZA2 !!!

L’amore implica e necessita della fiducia (quasi la fede).

La fiducia non implica né necessita dell’amore, quindi non fate confusione.

Che già si prende per amore tanta roba che amore non è (tipo il sesso)! Essì lo so che questa confusione in fondo sarebbe la più comprensibile. In ogni caso l’amore è un’altra cosa.

Credo di aver scritto un numero spropositato di volte sull’argomento e quindi ora ve lo risparmio 😀

P.S. Ma di chi?

Alcuni attenti e delicati lettori mi hanno fatto notare che non ho dato risposta esaustiva alla prima domanda.

Cioè chi sono le persone giuste?

A questa domanda non è facile dare risposta, potrei dire che si dovrebbe avvertire una certa risonanza interiore, però in soldoni non ho una risposta chiara e inequivocabile.

L’unica cosa che mi sento di aggiungere è: attenzione a non farvi fregare dalla paura.

Spesso non ascoltiamo questa risonanza ma la paura di farci male, fino a che il bisogno di fidarci supera la paura e a quel punto finisci che ti fidi del primo che capita… e ovviamente ci sbatti il grugno.


  1. che in quanto supposte…..
  2. Volevo aggiungere “vaginale” (ispirandomi a Vagi) perché sembra una tendenza molto più femminile che maschile… epperché faceva figo citarla che mi fa sempre ammazzare dal ridere!.

Sette sguardi (in totale otto)


Al desco quattro sguardi
discosti l’un l’altro seguivano
ricorrenti pensieri ordinari e disordinati
avvolti nella ferrea scia del pasto consumato.

Al fuoco l’olla attendeva cura
paziente serva fedele
di genie affamata nel borgo
accoccolato rimirante la Torre d’Annunzio.

Alla beffa, quattro congiuri
l’un per l’altro alfieri occasionali
di terrore e fuga divamparono
dal crogiuolo ai lignei Lari.

All’abbraccio solingo la madre sfogava
di se stessa rabbia e conforto
al Cittadino Primo che patrigno non faccia
e all’ingiuria d’aver prole senza giacca.

Guida alla lettura

Scritto in collaborazione con Dimitilla, racconta un fatto realmente accaduto.

Prima di correre sotto provate ad indovinarlo… vi aiuto dicendo che questo episodio , l’intervista che ne è seguita e le sue varie reinterpretazione è diventata virale…

Ok il video è presente su youtube e lo trovate qui, mi raccomando arrivate fino in fondo.

Se pensi te lo suggerisce il demonio


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Essere polemici significa cercare verità più ampie, più inclusive, migliori, sondare nuovi percorsi per migliorare la vita di tutti.

Non essere polemici, tacere, vuol dire fari i fatti propri, essere egoisti.

Pensare è un atto osceno

Polèmica: Controversia, piuttosto vivace, su argomenti letterarî, scientifici, filosofici, politici, ecc., sostenuta [..] tra persone che hanno diversità di vedute

Con significato estensivo: contrasto, discussione portati avanti per inveterata abitudine a contraddire gli altri; atteggiamento di critica preconcetta.

Tempo fa (mica tanto) si diceva che la mano sinistra era quella del demonio, gli omosessuali erano invertiti (dimenticando che i greci, tanto citati, erano bisessuali), i comunisti mangiavano i bambini, ecc.

Quanti pregiudizi, quante vite inquinate dall’ignoranza.

Oggi va meglio? Semrbra di no, se facciamo il semplice ragionamento che spesso ignoranza è sinonimo di incompetenza: come fai ad essere competente in qualcosa che non sai?

Ma perché si rimane ignoranti?

Umberto Eco scrive che la gente ama credere a ciò che già sa (soprattuto nelle teorie dei complotti); come a dire che si cerca sempre la conferma alle proprie convizioni.

In pratica cerchiamo conferme non novità, e le novità sono inevitabili quando si colma l’ignoranza, le novità sono le nostre future competenze.

Quindi, ci piace rimanere nel nostro brodo e, per reazione, si denigra le posizioni altrui.

Quante vite non capisci
E quindi non sopporti
Perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
E di correnti forti
Perché ‘sto mare sia come vuoi te.
— Ligabue

Per conseguenza pratica, oggi si marchia come polemico (nel senso spregiativo) ogni tentativo di analisi da un diverso punto di vista, mentre l’appellativo dovrebbe essere inteso in senso positivo.

Guardare le cose da un altro punto di vista o abbracciare più punti di vista non è essere polemici ma essere alla ricerca di comprensione.

Credo che solo la comprensione (altri userebbero la parola amore) o la sua ricerca ci faccia diventare competenti.

Tuttavia la ricerca, la comprensione richiede domande, bisogna porsi interrogativi e cercare risposte.

Quindi, come fate a fidarvi di chi promette migliorie (cioè cambiamenti) senza farvi domande.

E se non ve le va difficilmente se ne farà da solo…

Metti in circolo il tuo amore, Mannoia e Ligabue: