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Rinascerei uno e più d’uno


Se restassi.

Ancora un’ora,
forse un giorno
e poi ancora.

Se bevessi.

Le parole non dette in fondo agli occhi,
i sapori iperbolici della tua anima.

Se crescessi.

Da solo,
per te, con te,
senza diversità

Se ancora restassi

Ancora un’ora,
forse un giorno
e poi ancora.

E ancora non mi bastassi,
forse mi dissolverei.

Un raggio di sole
che ti bacia soffuso.

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Alle volte a quasi 40 anni…


Un’amica l’altro giorno ha scoperto di essere permalosa, a quasi 40 anni, mica 20!

Io l’ho sempre detto che i pregi finiscono presto, ma i difetti… Quelli non si finisce mai di scoprirli.

Per esempio, conosco un tale che a 40 anni suonati si è reso conto di essere un tappo.

Il giorno prima andava tutto bene, poi puff, 40 anni precisi ed eccolo lì, che si vede alto mezzo sughero o poco più.

E mica aveva fatto nulla di nuovo!

Ecco, magari aveva solo avuto voglia di farsi un giretto, per la prima volta senza la sua amata, per i fatti suoi.

Al ritorno, non c’era più lei: il suo grande amore, la sua compagna di vita. Svanita!

Sul principio c’era rimasto male, ma poi la storia di essere così minuto lo aveva sopraffatto.

Era un po’ narciso, mi sa.

Fatto sta che, lontano dalla sua Dulcamara, valeva proprio poco, come un tappo appunto…

Tento’di farsi animo, pensando a quanto bello potesse essere avere tutta la libertà del mondo. Finalmente avrebbe potuto gestire il suo tempo in completa autonomia. Ma le sue passeggiate divennero ben presto giri raminghi per strade e contrade.Che desolazione.

Mettendo da parte l’orgoglio, decise di tornare a bussare alla porta della bella Dulcamara, pieno d’amore e nostalgia per i tempi andati.

Ma quando lei aprì la porta, si accorse che di Dulcamara non era rimasto che un antico ricordo, che quasi puzzava di aceto.

Perché si sa che anche il vino più pregiato, se non accompagnato da un sughero di ottima qualità, invecchia male.

P.S.
Per chi volesse conoscerla: Dulcamara!!!

P.P.S.
In collaborazione con Ombre di re

Guida vampirica per autostoppisti


Sommario

Abbiamo paura, quasi sempre.

Abbiamo bisogno di apprezzamenti.

Non sappiamo amare.

Come cavolo possiamo pensare di essere felici?

Di onestà, vampiri ed altre figure mitologiche

La differenza sta nell’onestà.

Ammettere di desiderare la fama, l’approvazione, la stima….

Se scriviamo un blog, se amiamo, se lavoriamo, se educhiamo…

Quanto facciamo solo per raccimolare del nutrimento per il nostro essere.

Per trovare energia, si potrebbe dire.

Energia che gli altri ci offrono o che rubiamo.

Sì, cercate su internet la teoria dei vampiri energetici.

Ma il problema è che siamo tutti vampiri, tutti a pensare che la ricchezza è finita e che per avere di più devi sottrarre a qualcun’altro, anche nelle piccole cose come scrivere un blog.

Ogni gesto ci porta ad una inutile competizione.

E quindi? Amare.

Come si fa? Altro che la Treccani servirebbe..

Iniziate a non scegliere tra le opzioni che vi mostrano.

Chiamate amore solo qualcosa che non chiede nulla.

Chiamate amore solo ciò che vi trascende.

Sforzatevi di gioire per i successi altrui.

Ammettete di aver bisogno di approvazione e pian piano cercate di superarlo.

La paura è alla base di tutte le emozioni negative, fatevene una ragione.

Ecc..

Perché gli uomini scrivono poesie? – locandina


G. Klimt - Danae bagnata dalla pioggia d'oro (Zeus)
G. Klimt – Danae bagnata dalla pioggia d’oro (Zeus)

Danae imprigionata dal padre nelle segrete di una torre rivestita di bronzo, per evitare che possa incontrare uomini, viene raggiunta da zeus che si fa pioggia dorata.

Questa è forse una metafora della poesia?

Venite a scoprirlo giovedì 16 ottobre 2014 alle 21.30 nel programma radiofonico “Dalla cucina al salotto con Belinda Raffaeli” su http://www.comoradio.it – linea sms 393 8805704