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La lingua evolve… di suo


Sommario

Bravo il bimbo, ma mica ha rivoluzionato il nostro futuro

La crusca risponde..

La notizia del giorno è che la prestigiosa Accademia della Crusca ha risposto ad un bambino di otto anni che in un compito si è inventato la parola “petaloso”.

Mi è sembrata un’azione molto carina e gentile da parte loro e mi ha fatto sorridere affettuosamente, poi mi sono imbattuto nei commenti entusiastici e inneggianti alla eccezionalità dell’evento e ho avvertito un crollo verticale in zona pelvica.

Insomma le gonadi furon rotolanti più che rotanti!

Mi spiego, onestamente non ho capito il clamore della notizia, oltre alla cordialità dell’accademia, dico.

Essa ha risposto due cose:

  1.  è ben formata (bravo bimbo, ma in fondo nulla di eccezionale, se si pensa che ci sono fumetti/cartoni animati/giochi in scatola/poesie che sfruttano questo principio);
  2. un termine per essere accolto deve essere usato (anche qui nulla di nuovo), quindi se vuoi veramente farlo diventare italiano la devi far circolare.

Quindi in conclusione:

  1. a otto anni un bambino ha la competenza linguistica per legare sostantivi a suffissi standard e costruire aggettivi credibili;
  2. l’aggettivo è credibile;
  3. l’aggettivo coniato non è (ancora) italiano;
  4. non è stato approvato.

Tornando a Matteo, il bimbo, lui merita un plauso e con lui la sua maestra per aver preso giustamente sul serio la sua attività creativa, ma l’informazione che se ne da è falsa, l’accademia non ha approvato un bel nulla.

Inoltre, va bene accontentarsi delle piccole cose, ma questa è una notizia piccola rispetto a tutto quello che sta succedendo.

Petaloso incontra gli italiani

Certo qualcuno potrebbe far notare che se per una notizia così semplice si è riuscita a mistificarla pensiamo alle altre…

Tipo: “Step Child Adption” = adozione gay (maschi) peccato che

  1. la legge parla della possibilità da parte di un nuovo coniuge, in assenza o ripudio di quello naturale, di adottare il figlio del partner (e vale per tutti);
  2. in Italia l’affido ai padri è irrisorio;
  3. quindi riguarda più le donne;
  4. quindi gli uomini gay con figli in affido quasi non esistono;
  5. le donne voglio di più un figlio, se lesbiche fanno le doppie mamme fregandosene delle leggi assenti;
  6. e in conclusione per il fantasma di un’ipotesi trascurabile rifiutiamo un diritto a tutti.

mah…

Fornaci infernali


Piccolo ragazzo gaio
a dorso di una magnolia solitaria
cavalcavi gli strali del levante
spargendo petali uranici.

Spiegazione

Enola Gay è il b29 che bombardò Hiroshima sganciando la bomba atomica Little Boy.

Enola è un nome femminile che si scrive come il contrario di Alone (da solo) e in uno dei linguaggi dei nativi americani vuol dire magnolia..

Il costo di Gioia


Uomini, cui felicità non convien sempre
andate, tra le calli e gli scuri ,
domandando, nelle sere di novembre,
il costo di gioia che piove e urla dai muri.

— ispirara da Faber

Uomini, cui pietà non convien sempre
mal accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine

Proteggere i nostri dati…


…dall’incompetenza!!

Ciao ho pubblicato una petizione su change.org chiedendo l’utilizzo delle connessione sicure nei moduli di registrazione on line.

https://www.change.org/p/enti-e-aziende-di-pubblica-utilit%C3%A0-associazioni-dei-consumatori-presidenza-del-consiglio-dei-ministri-utilizzare-accessi-sicuri-ai-servizi-web-https

Utilizzare una connessione sicura è una cosa che costa molto poco alle aziende e dovrebbe far parte del vademecum del responsabile IT… ma a quanto pare non è così.

Aiutatemi a cambiare questa cosa, anche se sembra piccola nasconde cose più grandi:

  • le aziende non si interessano seriamente alla sicurezza;
  • trascurano i nostri dati;
  • si affidano a incompetenti;

Grazie!

Ecco il testo della petizione:

Molte piattaforme web di aziende di pubblica utilità ci richiedono di registrarci, fornendo i nostri dati personali senza garantire un adeguato livello di sicurezza (HTTPS).

In pratica è come se per parlare con un impiegato dovessimo urlare in mezzo ad una piazza gremita dove potrebbe esserci qualcuno interessato ai nostri dati che non dovrà fare altro che registrare le nostre “urla”.

Viceversa l’utilizzo di una connessione sicura HTTPS rende molto difficile (quasi impossibile) ad un terzo soggetto di “ascoltare” e tracciare i dati che comunichiamo a questi enti, in pratica è come se per parlare all’impiegato di cui sopra avessimo un ufficio privato.

Lo stesso discorso deve essere naturalmente esteso alle applicazioni per smartphone.

Faccio notare che di fatto questa mancanza viola il diritto alla privacy che pure viene proposto dagli enti

La richiesta è rivolta a tutti i fornitori di servizi di pubblica utilità tra cui, enti pubblici, aziende che agiscono per gli enti pubblici, aziende che forniscono servizi diffusi (come elettricità, acqua, gas), Banche e le stesse associazioni dei consumatori e alla presidenza del consiglio dei ministri per valutare una azione legislativa.

La scusa più forte di un pugno


Non ricevuto, dato.

Gli ultrà olandesi hanno fatto casino a Roma, fatto esecrabile, va bene non facciamola lunga, ogni società ha i suoi “malati” che pensano di sfogarsi in qualche modo idiota.

Pochi paesi hanno persone che si assumono la responsabilità delle azioni dei loro concittadini, come invece ha fatto questa cittadina olandese con il suo Scusa Roma Actie.

Sembrerà poco ma io vorrei poter essere come questa signora, vorrei credere in una nazione che si mobiliti allo stesso modo.

Invece mi sembra sempre di stare in mezzo ai maestri dello scarica barile, pronti a saltare sui carri degli occasionali vincitori connazionali (pure se sono italiani solo di nome come Fermi) e ancor più pronti a trovare colpevoli isolati (come Schettino, che è stato un imbecille, ma l’inchino era un rito).

Il giorno della memoria? No del peccato originale.


A integrazione dei compiti a Lei (Reinhard Heydrich, ndr) già assegnati con decreto del 24 gennaio 1939 di portare la questione ebraica ad una opportuna soluzione in forma di emigrazione o evacuazione il più possibile adeguata alle circostanze attuali, con la presente La incarico di curare tutti i preparativi necessari sotto il profilo organizzativo, pratico e materiale per una soluzione totale [Gesamtlösung] della questione ebraica nei territori sotto l’influenza tedesca. Nella misura in cui vengano toccate le competenze di altre autorità centrali, queste devono essere cointeressate. La incarico inoltre di presentarmi quanto prima un progetto complessivo dei provvedimenti preliminari organizzativi, pratici e materiali per l’attuazione dell’auspicata soluzione finale [Endlösung ] della questione ebraica

31 luglio 1941, Hermann Göring

Prendo spunto da questa inquietante lettera per convidividere alcune riflessioni, che, spero, vi inducano a spostare lo sguardo e a “vedere” una realtà diversa, più poliedrica, che spesso non è così ovvia come ce la raccontiamo.

Fissiamo alcuni punti:

  1. la soluzione finale, auspicata da Göring contro gli ebrei non è nuova (cioè l’emigrazione forzata), altri prima dei tedeschi l’hanno realizzata, per esempio in Spagna;
  2. gli ebrei hanno fatto poco per farsi amare dagli altri popoli, credo si possa evincere da diversi annedoti;
  3. dall’opzione emigrazione forzata a sterminio rientrano diverse motivazioni, alcune folli altre brutalmente pratiche;
  4. in Germania, c’era un diffuso sentimento ostile verso gli ebrei da circa un secolo;
  5. ci sono mille altre cose, ma per il mio pensiero può bastare.

I gerarchi che presero questa decisione erano tra l’arido e il pazzo e altre caratteristiche che oggi li renderebbero elegibili di ammissione ad istituto di salute mentale.

Comunque il resto delle persone, schiacciate dalla crisi economica e umiliate, erano furenti contro gli Ebrei da circa un secolo, e magari non disprezzerebbero un allontanamento di questa popolo che non si sente tedesco o che i tedeschi non sentono tedesco.

Ma, insomma, il resto delle persone, sono persone normali, più o meno come noi, persone che fanno la fila per prendere il pane, che se la sbrigano tra le noie della burocrazia ecc.

Eppure queste persone normali (comprese madri di famiglia) diventarono gli esecutori materiali dell’olocausto.

Stanford Prison Experiment (thanks to Philpi Zimbardo)
Stanford Prison Experiment (thanks to Philpi Zimbardo)

Successivamente abbiamo visto ripetersi altri Olocausti con le stesse dinamiche.

Gli piscologi sociali hanno poi fatto alcuni test, tra cui ricordiamo quello di Stanford; in breve riassumo dicnedo che dimostra come basti dare il ruolo di guardia per trasformare una persona normale in un sadico picchiatore.

Da tutte queste considerazioni appare che le persone comuni, come voi, come noi, se messe in un contesto organizzato tendono a seguire le regole di questo contesto.

L’asservimento alle regole è proporzionale al potere che il contesto ha sulle persone, in altre parole al numero e pervasità delle regole stesse.

La faccio semplice prendete il vostro dolcissimo figlio, mettetelo in una burocrazia malata e violenta, dategli il ruolo di aguzzino, e il vostro dolicissimo figlio diverrà uno spietato carnefice.

Questo meccanismo ha presa su chiunque di noi, non è un’opinione, ma un fatto.

Ma abbiamo difese? Sì. Farci domande, rifiutare le scelte obbligate, non smettere mai di pensare da soli.

Ogni volta che accettiamo una regola iniqua, anche solo il fatto di pagare una tassa per un servizio che non si usa, accettare che sia normale che lo stato non si fidi di noi (e quindi occorre continuare a dimostrare mille cose), è collaborare con il mostro burocratico, che nega la vita per promuovere al perpetuazione di regole, regolamenti e cavilli che non servono a nessuno.

Smettere di pensare è il peccato originale.

Mangiare la mela? No è sbagliato.

Ma chiedere fino alla nausea perché quel frutto no?

Forse questa è la sfida per ricevere il premio della vita.

Il sistema come alibi


Vivo in un paese che ha iniziato a fare la raccolta differenziata dei rifiuti intorno al 1995; sì quasi 20 anni prima di molti altri italiani.

Da allora ho sentito spesso, e ancora oggi, che fare la differenziata è inutile perché tanto poi in discarica si mischia tutto.

Vedete la differenziata può essere effettivamente effettuata se le percentuali di errore di contribuzione sono molto basse (quella dei rifiuti organici deve essere inferiore al 3%, se ben ricordo).

Ora chi parla è disinformato ma è anche una persona che cerca un alibi per non cambiare per semplice indolenza.

So che il cambiamento incontra sempre resistenze, ma trovo che questa sia veramente fastidiosa e antisociale.

Fare la raccolta differenziata non comporta nessun costo aggiuntivo in termini di tempo e una buona amministrazione dovrebbe farsi carico di non far costare nulla, neppure in termini economici.

Purtroppo so che non è sempre così, così come è evidente che la disinformazione non è propriamente colpa dell’individuo ma anche della società che troppo spesso non si cura di dare una corretta e trasparente informazione (per esempio a tutt’oggi non so bene se il polistirolo va nella plastica oppure no…)

Come individuo però penso che dovremmo fare resistenza a queste ultime cose, alle informazioni parziali ed opache, a costi scaricati sul cittadino invece che gestiti centralmente (sacchetti per i rifiuti organici per esempio). Forse addirittura, dovremmo iniziare a segnalare comportamenti scorretti, senza però sconfinare nella delazione.

Essere uno stato vuol dire anche questo, finché cercheremo nello stato gli alibi per fare solo il nostro piccolo interesse saremo solo delle piccole persone.